Viole Carnivore

canzoniere di una giovinezza
lunedì, 12 maggio 2008

Confessione - Io sono gesù cristo - e non solo

Il tempo è tappeto di fiele

su cui cammino come cristo sulle acque.

*

Da un lembo

sfilaccio la trama all'indietro.

*

Narrano gli Annali

che la mia esistenza si dette necessaria,

come punto di energia che con violenza si generi nello spazio,

al primo crepitare di foglie secche

sotto i passi svelti

di un giovane irrequieto

per i boschi intorno a Marradi.

*

E il mio corpo,

che fosse generato per l'incontro.

*

Da quel momento

è iniziata

la congiura di uteri nella storia,

generazioni di uteri e uteri

che preparassero chi fosse pronta a generare me.

*

E adesso

io stessa sono stanca,

di me,

stanca di stanchezza mortale.

*

Tutta questa tracimante poesia

mi estenua.

Questa notte

che mi vede

insonne di passione.

Ogni giorno che mi vede

partorire cristo,

ogni notte che mi inchioda alle assi di questa detestata croce.

*

Sono madre e figlio insieme,

ed è questa la mia personale

tormenta di fuoco

sulla neve.

*

Non si dà distanza

tra me e la mia parola.

Io sono il verbo,

io sono il mio verbo.

E queste pagine grondano sangue,

i miei visceri sbriciolati

su una grattugia;

cibatevi pure,

sono tartufo che si dona e non conosce ritorno.

Mi scovano,

femmina e umida nella terra,

cani sublimi, ma solo per questo.

*

Questa scrittura

mi stermina e mi confina,

ogni volta

abbatte e ricrea

i confini del mio povero corpo poco amato.

*

E ogni volta

cerco

di arginare o dilatare,

cerco una difesa della mia persona,

che la poesia prepara per la gogna!

in contrasto a chi mi vuole uccidere.

E che

- stanotte vorrei che mi facesse morire -

*

Metto in vendita il demone

che mi ha cacciata da una vita

che io non dovessi compartire

con colui che mi appesta.

*

[Ribollono bubboni che horruisco]

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categorie: scrittura, parola, dino campana, maledizione, ineluttabile, femmina in esplosione, neve e gelo
lunedì, 12 maggio 2008

While living in Varese

Questo cielo basso mi si è incollato dentro.

Oh! Umidore appiccicoso e lento...

Placenta ruvida in cui mi muovo a stento.

*

Si! (Devo dirlo o dovrò soffocare!).

Alle pendici delle montagne

un'idiota sta sognando di annegare.

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categorie: resa, femmina in implosione
lunedì, 12 maggio 2008

Dino Campana - la parola spezzata

La comunicazione è innamoramento.

[Quando morirò

non ci sarà più senso perché tu viva,

e allora morirai per la seconda volta,

io ti ucciderò,

povero amore poveramente amato].

*

Che dolore senza refrigerio d'ombra,

portarsi dietro la parola monca.

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categorie: amore, tempo, scrittura, lettura, parola, dino campana, maledizione, ineluttabile, sinfonie di sangue
lunedì, 12 maggio 2008

Dino Campana - la scoperta

Mille anni t'ho atteso, e, nel gelo,

la violenza di un corpo sospeso

tra la polvere di un teatro

e le stelle che invasero il cielo.

[Dino Campana io ti amo]

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categorie: amore, tempo, dino campana, ineluttabile
sabato, 22 marzo 2008

Poesia erotica senza dedica

Succhiami la lingua
come io ti succhierei il cazzo,
allacciato a me che ti frugo l'anima
con un dito dal buco del culo.

*

[Le tue mani calici per i miei fianchi
e il mio ventre calice per il tuo vino]
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categorie: amore, poesia erotica, dino campana, musica nel profondo, delizia senza tregua
sabato, 16 febbraio 2008

Dino Campana

Ecco che avanzi,

trapunto di

notte nel ventre

mio,

vuotandolo cavo di ossa.

*

L'amore a cui mi forzi

mi vomita via il senno,

è il cristo che partorisco ogni giorno!

io, morbida madonna

dal morboso figlio sverginata adolescente.

*

Mi penetri e mi inchiodi alle lenzuola,

e la tua voce mi urla dentro, crescente,

eppur sei pallido spettro sbiadito!

e ti buca pallida la luce delle stelle...

sabato, 16 febbraio 2008

Fallen in love with Jack the Ripper

Cerco

in JacK

quello che voi tutti chiamate “tumore”:

*

Scintille

che mi schizzino cellule impazzite nel corpo

,

La confusione

ludica ed erotica

del piede in dirittura d’arRiVo nel cervello

[e viceversa]

,

Cellule del pancreas

portate da pus e sangue

dentro il cuoRe.

*

E, se respiro,

che l’aria che esalo

mi sputi pezzi d’osso fuor dal naso!

*

[Un tumore che mi salvi

Dalla cassaforte della schizofrenia]


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categorie: scrittura, poesia erotica, parola, elisabetta, jack the ripper, femmina in esplosione
sabato, 16 febbraio 2008

Sono a gambe aperte.

Vedo i giorni della mia vita,

in fila come vagoncini di un treno,

rientrare nel mio grembo.

*

Si!

(Alla faccia di chi dice: "Non mi pento")

Potessi creare un cortocircuito vagina-ano!

Ne cagherei volentieri due o trecento.

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categorie: poesia erotica, elisabetta, femmina in implosione
sabato, 16 febbraio 2008

Durezza della parola

[Signori,

sempre preferii la violenza alla transumanza]

*

La mia confusione dei sensi

è anzitutto stabilità grammaticale;

mi piace denudarmi

nel rigore ortografico,

che mi sono scelta in sorte, ortogonale,

duro, svettante, fiero, genitale;

*

e forse perché del divin bovin inganno

non sei l'imago, da me sì ritto vieni conficcato,

o verbo, nel retto d'ignoranza immacolato.

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categorie: scrittura, parola, elisabetta, rigore
sabato, 16 febbraio 2008

In nave

questa nave è un treno

trans-elisabetti-ano

vagoni in dirittura d'arrivo rapida,

a mezzo sputo sanguinolento

dal cavo orale,

sangue di provenienza profonda,

sangue che tira a lucido la superficie,

e questa crepa che si crea,

che mette in improvvisa comunicazione

interno ed esterno,

senza possibilità più di

compost[itich]ezza

e composizione,

ché

- 'fanculo! -

a noi piace la dissoluzione!

*

Nave-treno,

treno in trasmutazione acquatica,

acqua fuori

e i miei umori a inondarla dentro,

elisabetta felice, felice, felice senza tregua,

prepara

"il dolore di domani che è parte della felicità di oggi",

ma tutto,

tutto!,

pur di essere,

come io adesso sono,

lama gelida che affonda nella carne

postato da: Elyminazione alle ore 17:16 | link | commenti | commenti
categorie: elisabetta, nave, femmina in esplosione
sabato, 16 febbraio 2008

In mia difesa

Ho vissuto come fossi morta,

adesso vivo come fossi immortale.

 

COMPRENDIMI,

 

Non cerco stanze, ma soglie,

non cerco viaggi, ma partenze,

non cerco la poesia, ma la pagina vuota!

 

Io cErco tutTo ciò chE mi sgOmeNta.

 

Ho sete del terrore

del momento in cui tutto può ancora essere

 

(sono un’immatura esistenziale

col gusto popolano per il Grand Guignol,

ecco),

 

lecco

la verginità sul punto di lacerarsi,

amo l’addensarsi di nuvole in cielo,

(quando il sereno e la tempesta

sono ancora entrambi una plausibile promessa);

e il primo contatto della lama con la carne,

quando l’una e l’altra sono integre

ma in convergenza violenta verso lo scambio di senso;

amo la confusione

che non sia velleitaria mescolanza…

postato da: Elyminazione alle ore 17:15 | link | commenti | commenti
categorie: elisabetta, femmina in esplosione
sabato, 16 febbraio 2008

La parola rifiutata

Sei un idiota.

 

 

Quello che sappiamo è che dovremo morire.

Quello che percepiamo è l’estendibilità all’infinito

della vita, nella proGETtualità futura

o nella rievocazione del ricordo, rimasticata.

 

 

Ma sei un idiota.

Non capisci che quello che riempie il ricordo,

-         e per adesso te lo fA gustare -

è la cassa di risonanza del desiderio presente

e la ferma de(S)terminazione di confinarlo nel passato,

che ti inFIAMMA.

 

Ma, cristo!,

PRESTO UNO DI NOI DUE NON CI SARÀ PIÙ!

E all’altro resteranno solo gli occhi per piangere.

 

 

Presto il ricordo sarà scheletro di mammut

che tende un telo di plastica;

e se una lacrima scivolerà sulla tua guancia

a sottrarre un osso,

a sottrarti un’immagiNe lontana

mentre ti masturbi piano,

 

 

vedrai! - idiota - come si frantuma svelta

l’architettura bella del tuo cuore.

postato da: Elyminazione alle ore 17:12 | link | commenti | commenti
categorie: tempo, parola, ineluttabile, femmina in esplosione, sinfonie di sangue, neve e gelo
sabato, 16 febbraio 2008

Dino,

questa notte ti ho sognato.

*

Eri di fronte a me. Hai posato una mano sulla mia spalla e mi hai fatta inginocchiare. Poi hai preso un martello e mi hai conficcato un chiodo dritto nel cervello.

*

Con un pas de chat una nuova Elisabetta si è scostata di un passo dal corpo sanguinante della vecchia.

L’abbiamo vista girarci intorno, avanzare lentamente ed entrare in te.

Le tue mani si sono adagiate comodamente nelle tue, il suo piede nel tuo piede, il bacino ha fatto un po’ fatica, il suo naso nel tuo naso, il film lacrimale del suo occhio ha aderito al tuo, il suo cuore ha battuto in sincrono col tuo.

*

Il sangue sulla vecchia Elisabetta, che scendeva in rivoli dalla crepa originaria, si è semplicemente estinto. Smacchiato.

Il cranio si è richiuso all’istante, la pelle grigia è ridiventata rosea, il seno ha ricominciato ad alzarsi e abbassarsi, riempito e svuotato dal respiro.

La vecchia Elisabetta ha preso il martello e se l’è appoggiato sullo sterno. Carne e ossa lo hanno inglobato in un blocco di sangue.

*

Vedi, Dino, io ti dono carne.

Tu sei la mia scortese levatrice.

Tu sei la levatrice che non può aspettare!

Io sono la puerpera la cui placenta si chiama “terrore”.

Nel nitore freddo che si proclama “vita”

- ma che è morte e non si vuole mescolare -

Sii gomma che sfuma i miei contorni

E sarò carta che offre attrito al tuo piacere!